martedì 17 novembre 2009

A proposito di interviste tutte uguali...

... eccone una diversa, almeno in un paio di domande. Giusto per farmi amare quel tantinello di più...


E grazie a Marco Rizzo, veramente carino.

lunedì 16 novembre 2009

E se avesse ragione il RRobe (citazione n° 211)?


mercoledì 4 novembre 2009

A volte ritornano (ed escono dai cassetti)

Esce dopodomani, dopo una gestazione di qualche anno (facciamo cinque?) una delle storie più divertenti (ovviamente seguendo il MIO concetto di divertimento, la storia di per sè non è l'allegria fatta inchiostro) che io abbia mai scritto per Dylan. Il titolo TUEENTOUN sarebbe la pronuncia delle due parole TWIN TOWN. All'epoca (è il caso di dirlo) io e Bruno ci siamo impazziti sopra. Poi ci è impazzito Mauro, poi la redazione tutta. Io ammetto di non aver riletto TUTTO il gigante, ma dopo le prime pagine mi è venuto il magone. Insomma, per me resta una bella storia, leggermente sopra le righe, appena appena nonsense, ma soprattutto divinamente disegnata. Peroro quindi ancora la mia causa: quando il disegnatore si ritrova a fare qualcosa che lo diverte e che magari è nelle sue corde (vabbè, Bruno è un caso a parte, lui nelle sue corde ha "Cappuccetto Rosso" come "Macelleria Umana Minuto Per Minuto", io di mio gli farei disegnare anche qualcosa di Calvino, tipo "Ti con zero". Per me ce la fa.) tutto l'albo ne guadagna. Comunque ecco: di solito il gigante si tende a non comprarlo perchè costa troppo, ma quest'anno la qualità delle storie (anche solo le altre tre) è tale che NON COMPRARLO sarebbe un delitto.

Ultimo appunto per sempre a quelli di CR7: smettetela di lamentarvi perchè non vi ho riconosciuto! Me lo dovete dire che siete X e Y, alle fiere io vedo troppe persone, e già non sono fisionomista di mio! Quindi fate semplicemente un passo avanti e presentatevi con il nickname, così so chi siete. E con questo concludo le comunicazioni ufficiali (e personali) al forum.

martedì 3 novembre 2009

In alternativa...

... al video pubblicato dal RRobe eccone un secondo (il contenuto è lo stesso) girato dal mio fedelissimo giannizzero Massimiliano Vincenzo Scapparone.

"Io e Dylan..." Lucca Comics 31.10.2009 from Spleen82 on Vimeo.

lunedì 2 novembre 2009

Il Diavolo veste Prada. La Barbato va in giro un po' come capita.

Per chi ha visto il film sarà facile ricordare la scena. Miranda Priestly (Meryl Streep), potente direttrice della rivista Runway, si presenta a una gigantesca festa con le sue due assistenti, Emily ed Andrea. Le due si sono studiate a memoria la lista degli invitati e man mano che Miranda si avvicina a un ospite una di loro sussurra chi sia, cosa faccia e perchè/come/quando abbia avuto rapporti con lei.
Bene.
Fondamentalmente se io non avessi il Padre Di Mia Figlia a farmi da Anne Hathaway, Lucca sarebbe un'impresa impossibile. Io sono fisionomista in dotazione base, ho una memoria per assonanza («Vieni, andiamo a incontrare Tino Liberati!» «Tanino Liberatore, Paola, Tanino Liberatore. Hai presente "Rank Xerox"?») e soprattutto non riesco ad abbinare nomi e facce (la testata poi dimentichiamola). Dei bonelliani riconosco il 70% dei Dylandoghiani e il 20% degli altri, in ordine sparso. Quando c'è il PDMF mi salvo sempre in corner. Io, che di solito sono affettuosa come una centralina dell'Enel, mi abbarbico al suo braccio, gli appoggio la testa sulla spalla e dietro a un sorriso falso come una moneta da 3 euro bofonchio «Chi cazzo è quello? Veloce, che mi sa che l'anno scorso ci ho cenato insieme.». Questo mi salva da una percentuale di figure di merda. Le altre le incasso e basta.

Com'è andata Lucca quest'anno?

Non lo so.
In 4 giorni non sono riuscita a farmi un giro che fosse uno in un padiglione, una mostra, a una conferenza (tranne la mia), ho addirittura rischiato di non vedere Stefano Casini, con cui di solito vado a cena almeno un paio di volte, se non c'era la cena Bonelli quest'anno non ci si vedeva nemmeno per sbaglio.
Non so spiegarmi perchè.
Forse quest'anno non ero a compartimento stagno.
Vado a spiegarmi.
Quando arrivo a Lucca di norma tutti gli altri lati della mia vita si chiudono, Paola resta a casa e arriva la Barbato. C'è solo la Barbato, praticamente 24 ore su 24. Sorrido, chiacchiero, domando, rispondo, sembro una bambina mentre balzello di stand in stand salutando amici e conoscenti (niente Simone Bianchi quest'anno, niente Francesco Bazzana, non so se c'erano, non ho idea degli stand ne' delle mostre mercato), parlando di fumetti e sporadicamente di romanzi.
Quest'anno no.
E non parlo delle persone di Facebook che sono venute a trovarmi, oltre agli estimatori di vecchia data (Debora, Alessio, Mimmo...) e agli irriducibili di Craven Road 7 (Vace e sBARBATO -Monna, potevi presentarti, io di gaffes ne faccio abbastanza di mio senza andare a cercarmele, ti ho data come scontata fidanzata-al-seguito-, come promesso saluto la lista, anticipo che Casertano ha preso in consegna stamattina la sua sceneggiatura, preciso che i puristi sclaviani non possono dichiararsi tali se non hanno riconosciuto nella copertina del prossimo numero "Harvey", il coniglio gigante dell'omonimo film adorato -e citato- da Tiziano. Comunque ribadisco quello che vi ho già detto...). Questa volta a Lucca c'erano pezzi della mia vita normale. Sprazzi di Paola, insomma. Penso sia questo che ha interferito con la Barbato, e penso che sia per questo che tutto è stato dispersivo, un po' evanescente a momenti, pesante come un macigno in altri. Sono stata più persona che professionista, e si è visto pure troppo. Non mi scuso, perchè non ce n'è ragione, e posto le foto.
Come già scritto su Facebook, ho notato questo lato nerd di me per cui io MI FACCIO LE FOTO con i miei colleghi. Non foto di gruppo o agli eventi, ma biechi autoscatti a braccio lungo. Insomma, per chi è stato alla conferenza: non sono ancora una buona panettiera.

Michele Medda
Michele Masiero

Roberto Recchioni
Mi è scappato lo zoom.

Angelo Stano
Marco Soldi

Alessandro Poli

Davide Gianfelice

Roberto Rinaldi

Pasquale Ruju


Bruno Brindisi

Fabio Celoni

Giancarlo Berardi

Luca Enoch

Paolo Bacilieri


Massimo Carnevale

Emiliano Mammucari
Stefano Casini
E niente... E' andata così.

NOTA A PARTE:

Il Nobel per la pazienza e la sopportazione va a Diego Cajelli e gentile signora che mi hanno subita a colazione praticamente tutte le mattine, con i miei sproloqui su X Factor e la mia atroce logorrea. Nonostante tutto non mi hanno tolto il saluto e di questo li ringrazio.

ECCOLO!!!
(Sì, era sulla macchina fotogradica del PDMF)

domenica 25 ottobre 2009

Lucca

Miracolosamente ho rintracciato il mio incontro con il pubblico, almeno ora ho una certezza:

SABATO 31 OTTOBRE
SALA INCONTRI CAMERA DI COMMERCIO
ORE 16.00

Sergio Bonelli Editore presenta "Io e Dylan..." Incontro con gli sceneggiatori dello staff di Dylan Dog Paola Barbato, Giovanni Di Gregorio, Tito Faraci, Roberto Recchioni e Pasquale Ruju.

giovedì 22 ottobre 2009

Chi è causa del suo mal...

... pianga se stesso.


L'opera (immensa e geniale) della maschera è di Alfredo Castelli.
Ora: il fatto che Castelli legga questo blog mi inquieta un po'.
Però la foto vale più di mille fisime. E ve lo giuro: sotto la maschera di Mauro pixellato c'è Mauro (pixellato?).

domenica 18 ottobre 2009

E Rapallo fu

Non è tramontato il sole sul mio odio per Rapallo (le donne non dimenticano), ma le cose buone che mi ha portato questo week-end le voglio mettere qui per ricordarmele. Ci sono state cose veramente carine, come il fatto che FINALMENTE dopo la bellezza di 12 anni che lvoro per lui, mi sono fatta una foto con Sergio Bonelli

e una con lui e Mauro.
Ora: Mauro non vuole che pubblichi le sue foto senza censurarlo. Infantilismo? Vanità? Complessi? Sindrome da Sclavi? Non s'è capito, ma va bene, l'importante è che io la foto ce l'ho, e che per una delle ultime volte ero in mezzo ai due pilastri della mia vita lavorativa, che senza di loro stavo ancora a servire aranciata alle inaugurazioni della Galleria Civica di Desenzano.

Tutto molto carino, ben organizzato, tutti gentili (allego il bizzarro biglietto trovato in albergo. Nel dubbio ho lasciato una dedica su un foglio e non ho intagliato un acero, tanto il foglio pur sempre albero è.), tutti da ringraziare.

Poi c'è l'affaire U Giancu.

Il ristorante U Giancu, luogo dove viene consegnato il premio omonimo, non è descrivibile. Non basterebbero foto, nomi, descrizioni, bisogna trovarsi lì. Una foto con Fausto "U Giancu" Oneto ce la siamo fatta, forse anche perchè il personaggio vero lì dentro era lui.

Per la prima volta ero DAVVERO nervosa all'idea della consegna del premio (il Pulcinella Bianco di Lele Luzzati). Perchè non è una cerimonia classica, con le motivazioni, magari con la cinquina dei finalisti o cose del genere. Vai, ti danno il premio, qualcuno parla, altri chiacchierano, ti scattano settemila foto e tu torni a casa con un premio e non sai bene se te lo sei meritato o no. Comunque il premio me lo ha consegnato il signor Bonelli in persona, dicendomene di ogni e... ok, bisognava esserci.
E' stato tutto strano, tenero, un po' emozionante, e io non ho aperto bocca, con buona pace dell'anima di tutti. Ho visto colleghi e amici, ho parlato con persone che non conoscevo e un cameriere mi ha fatta sentire ancora papabile nonostante i 40 che avanzano.

Insomma, odio Rapallo, però è stato bello.
E il panorama della stanza dell'hotel mi ha fregata.

venerdì 16 ottobre 2009

Rapallo

Domani e domenica mattina sarò alla Mostra Internazionale dei Cartoonists, dal titolo: "Da Paperinik a PK - Viaggio tra i supereroi Disney", all'Antico Castello di Rapallo. La motivazione è che riceverò il premio "U Giancu" come miglior sceneggiatore, la sera di domani nel locale omonimo.
Io a Rapallo non ci sono mai stata, è una cittadina che virtualmente odio per questioni di uomini e tradimenti, antiche ma che fanno ancora male. Ma alla fine, ecco, ci andrò. Acqua sotto i ponti ne è passata ma lo stesso sono sulle spine. Comunque chiunque graviti intorno alla manifestazione sa -sì, con un anticipo minuscolo- che io e una buona dose del clan Bonelli saremo lì.

martedì 6 ottobre 2009

No, perchè alla fine una si incazza.


Dovrei smettere di leggere gli altri blog.
Dovrei tenermi lontana dai forum.
Forse dovrei bloccare la mia scheda telefonica e rendermi irreperibile.
Perchè, diciamocelo, non è davvero pensabile che nel corridoio di casa mia (non in ufficio, non in studio, per fare un esempio), io debba passare il telefono a Matteo e dirgli veloce "Di' che non sono a casa, che sono via per lavoro e ho lasciato il cellulare qui e torno domani sera e tu stai rispondendo ogni cinque minuti ma non puoi spegnerlo perchè devi appuntarti tutto e che io non sono raggiungibile.", dopo di che parlare a gesti con mia figlia nemmeno treenne mentre lui, rassegnato, ripete meccanicamente la solfa.
Che ci sono giorni in cui una telefonata è quella di troppo, solo perchè è numericamente quella over.
Ho due pagine Facebook, una per la professionista e una per la persona.
«Machecazzo, fregatene!» mi dicono i saggi del mondo reale.
Giusto.
Anzi, dirò: Recchioni ci andrebbe a nozze.
Non che io abbia un'ossessione per Recchioni, ma lui per primo sottolinea la nostra diversità in tante cose, ed è proprio un esempio così lampante di come ALTERNATIVAMENTE potrebbero andare le cose che mi consente di spiegarmi.
Mettiamo che Recchioni sia fan di quei test idioti di Facebook.
O dei giochini elementari di Facebook.
Mettiamo che Recchioni adori chiedere pareri al biscotto della Fortuna, elencare i cinque personaggi famosi a cui gli hanno detto che assomiglia, scoprire quale quadro famoso rispecchia la sua personalità.
E immaginiamo che arrivi uno stronzo qualsiasi che gli scriva: "A Rrobbè, se dovevi aprire Facebook per pubblicare queste cose potevi anche farne a meno.".
Beh, Recchioni ci si butterebbe a pesce, farebbe partire a colpi di grancassa, rimbalzati sul suo blog e sui vari forun e community, una diatriba tracimante in guerra (in)civile sulla pretesa di spersonalizzazione autoriale da parte di chi dal basso della sua nullipara produzione letteraria crede di aver voce in capitolo sul suo punteggio a Biotronic.
Ecco, io invece mi incazzo.
Mi incazzo e basta.
Non riesco a vederci l'utilità, che c'è, ci sarà, ci deve essere per forza nell'applicare questa formula (vincente) per trasformare il commento di uno sfigato in un'abbagliante insegna luminosa.
Io non ci riesco.
Rispondo in privato, banno, segnalo.
Mi affanno ad aprire altre pagine supersegrete, ho un blog privato con 13 membri e nemmeno riesco a sfruttare questo spazio come si deve.
Non sono algida e distaccata come una Melissa P., non sono sanguigna come una Lucarelli, non invito, non respingo, me ne sto qui, con la mia felpa nera di Wikipedia costata € 25 (di cui ho già bruciato il logo col ferro) e non mi dò pace.
E sì che mi piacerebbe dirle, le cose.
Rispondere a domande poste altrove, per esempio, ma verrei tacciata di vigliaccheria ("Perchè ti sei disiscritta da x o y se poi intervieni?").
Mi riportano di discussioni nelle quali sono tirata in mezzo, magari partite da un post di questo blog, e io non voglio andare a leggermele, perchè tanto...
Ecco, perchè tanto.
E mi dispiace.
E mi fa incazzare, perchè mi piacerebbe dirle, le cose.
Alla brutta, se occorre.
Eppure eccomi qui, col mio bagaglio di potenziali buone notizie e nessun posto dove darle (a parte il bunker di 13 persone).
Niente da fare, non riesco a essere unica, sono scissa, professionista di qua e persona di là. O magari è l'opposto, sono entrambe e non so distinguere questo da quello.

Così, già che ci sono, dico a Stefano, il papà di Aurora, che il libro io l'ho portato, alla riunione del nido, perchè mi ero confusa e credevo fosse il papà di Sara, così alla fine nemmeno quella sera gliel'ho dato.
E' che faccio fatica.
Le altre mamme non portano le loro bambine al parco con nella borsa un libro da autografare.
"Fa brutto", si dice da queste parti.
Ed è vero.
Fa veramente brutto.
Forse ha ragione Michele: ho bisogno di un agente.

P.S.
Roberto, scusa se ti cito sempre, ma sei un esempio così lampante che non ha senso che stia a cercare alternative.