lunedì 15 giugno 2009

Bologna

Per una che vive a Verona andare a Bologna è un po' una beffa. L'aria "easy" la si respira già dalla stazione. D'accordo, sarà che Tosi vive a 200 m da casa mia, che ho visto passare le ronde, che ho amici indignati per il divieto di suonare anche il flauto dolce per le strade, che ogni due per tre ci sono notizie di pestaggi e scontri ecc. ecc., ma il fatto di aver visto solo UNA macchina della polizia durante tutta la mia permanenza mi ha un po' avvilita. Ero partita stanca e non stavo bene, pensavo che sarebbe stata una menata e che dovevo portar pazienza. Invece sono successe un sacco di cose che non mi aspettavo, e sebbene io non abbia mai abbracciato il concetto di "serendipità" devo dire che sono stata contenta. Non sono cose degne di nota per un blog pubblico, a nessuno fregherà molto del perchè io e Red Ronnie ci siamo abbracciati,

ne' del ragazzo olandese che ho fotografato seduto sull'erba finta, e men che meno della felpa di Wikipedia che mi è costata sì 25 euro, ma che è bella bella bella. Ringrazio invece tutti gli organizzatori, a partire da Alessandro De Simone

(e finiamola di mettere su Facebook foto truffaldine, che io poi mi confondo e penso che quello che mi ha intervistato a Courmayeur, quello di Facebook e quello del Biografilm Festival siano tre perone diverse!)

e poi (a memoria di sponda e in ordine sparso) Federica (come la Fede che mi ha fatto il sito), Valeria (come la Vale di Genova),

(la mollettina!)

Alice (come la mia 'Ciotta), Michela, la giornalista (ecco che ho perso i nomi) che mi ha fatto sentire malissimo per il modo in cui mi ha chiesto gli autografi, cosa che non supererò mai, e il motivo brutto per cui la sua amica non era venuta. E a -Alice?- complimenti ancora per la stretta di mano.

Dell'incontro c'è poco da dire. Groucho era un fenomeno, ma non solo nei film, abbiamo visto spezzoni di "You bet your life", una specie di "Chi vuol essere milionario?" d'epoca dove era davvero fulminante (e non più giovanissimo). Ho pensato a quanto poco davvero sappiamo di tanti talenti che non sono di casa nostra. Peccato, perchè Groucho Marx sarebbe tutto da scoprire. La nipote è una splendida fanciulla, di bianco vestita, al fianco della quale io parevo un carro di fieno.

Abbiamo parlato poco, ha letto una lettera del nonno, ha guardato i filmati con sincero interesse ed è stata molto carina e molto americana.
Solo dopo ho scoperto che è una pornostar.
Che, vogliamo dire?
Io non ho MAI incontrato una pornostar e per una volta che ne ho una seduta accanto non le ho fatto nessuna domanda, non ci siamo fatta qualche foto cretina coi microfoni, non le ho chiesto consigli. Insomma, non le ho nemmeno guardato le tette. Però potrei ridisegnarvi il suo vestito bianco che mi è sembrato troppo arricciato per l'occasione.
Sono una polla.
Poi sono stata sequestrata da quelli di Wikipedia che mi hanno sistemato la pagina. Che poi non c'era niente da sistemare, ma mi hanno scattato una foto degna (che mi riciclerò) e IO ho inserito alcuni dati pure sbagliati, per cui gli toccherà correggerli! Perdonatemi!!!

Io all'incontro ho detto la mia, sono stata misurata e ho cercato di tenere alto l'onore di Dylan Dog.

Neanche a dirlo insieme a me c'era l'immancabile Boninsegni, che sto cercando in tutti i modi di spacciare come mio concubino.
Ovviamente ho cenato con lui e gli ho raccontato tutti i Dylan che vorrei scrivere. Potrebbe commettere un delitto perfetto e scriverli lui.

E' tutto, salvo una cosa: non avevo capito che la manifestazione era su Woodstock, principalmente, di cui si celebra l'anniversario. E mi sono resa conto di quanto poco io sappia di quell'evento. E della storia in generale.
Sono una capra.

RETTIFICA: mi dicono che Jade Marx non è affatto una pornostar ma un'omonima. Adesso vado a scandagliare la rete, scovo qualche filmino e mi levo tutti i dubbi.
DUBBI LEVATI: NON E' UNA PORNOSTAR! La pornostar è un'omonima bionda. Domando scusa.

venerdì 12 giugno 2009

Chi l'avrebbe detto?


Riflettendoci non mi sarebbe mai passato per l'anticamera del cervello di incontrare la figlia di Groucho (quello vero). Men che meno di trovarmi su un palco con lei. E decisamente mi sembrerà una cosa dell'altro mondo spiegarle come ci è finito suo padre, anzi, il sosia di suo padre, in un fumetto italiano. Ma più o meno questo -temo- avverrà domani alle 17.30 a Bologna, sala Lumiére 1, via Azzo Giardino 65. Incontro con Jade Marx all'interno del Biografilm Festival nella sezione dedicata a Groucho Marx. QUI alcuni dettagli (scusate il link casuale, ma mi sono incasinata nel sito). Sperèm.

RETTIFICA: è la nipote, non la figlia. Non che mi cambi niente, comunque...

lunedì 8 giugno 2009

Piange il telefono

Di fatti miei qui ne ho raccontati, anche se va contro tutte le regole di un blog professionale ecc. Però i fatti erano miei, non contingenti le persone che gravitano nel mio mondo. Oggi mi è arrivata credo la decima telefonata di un amico preoccupato. Al che ho pensato come far quadrare il cerchio. Ovvero: ci sono un sacco di persone che leggono il mio Facebook, il mio MySpace, i vari blog dedicati a "Mani Nude" o ad altro, e di queste persone (facciamo un migliaio, tra tutti?) non ne conosco nemmeno un terzo. Quindi a loro non mi va di raccontare cose che davvero devono restare nella sfera personale. Per contro molti sono colleghi e pochi sono amici, alcuni amici cari. E quando ti trovi in ospedale al capezzale di una persona vorresti magari avvisarli, ma significherebbe spedire dozzine sms, riceverne altrettanti, non poter rispondere alle telefonate (nel reparto pediatrico sono severissimi) e, a dirla tutta, non hai poi tutta questa voglia di raccontare e di rassicurare (soprattutto il parentado). Però l'affetto ha delle sue regole implicite, e ad alcune di quelle mille persone devo una breve spiegazione e una rassicurazione.



Mia figlia Virginia è stata ricoverata in seguito a delle convulsioni. E' rimasta in ospedale il tempo necessario per fare tutti gli accertamenti necessari. Quanto emerso non desta particolare preoccupazione, tanto che oggi è già al Nido a far danni. Per questo io sono stata irraggiungibile e non ho risposto a quasi nessuna mail e a pochissimi sms. Non vi preoccupate, portate pazienza, farò tutto con tempi biblici ma arriverò a rispondere a ogni messaggio.


Questo è tutto, nessun dramma in atto.

venerdì 5 giugno 2009

Ci sono dei giorni e delle lune

Sono cambiata.
Questo è un fatto, non un'opinione.
Sono cambiata perchè alla terza telefonata giunta in una settimana (una delle più convulse dell'anno, passata prevalentemente in ospedale, e nel letto purtroppo non c'ero io), nell'onda di riflusso del clamore di "Nel nome del male", archiviato giusto ieri (non avevo avuto modo di essere davanti alla tv alla prima -ne' del resto essere a Roma alla primissima-), quando la notizia, ancora informale e ancora ufficiosa, è giunta, io non ho gioito.
Sia chiaro: non ho gioito perchè ho ben altre priorità (un esempio è la recente scoperta sulla Corea di Huntington che potrebbe portare in tempi più brevi del previsto a una prima cura), ma anche perchè non ho pensato: «Che bella cosa per me.», ma «Cazzo, quanto gli roderà il culo a Tizio, Caio e soprattutto a Sempronio.».
Non è per dispiacere a Michele che non dò la notizia, in fondo lo credo davvero che io e Michele ci sentiamo amici, ma è pura scaramanzia. O mi arriva una telefonata (la quarta) dalle alte sfere o mi arriva un pezzo di carta, altrimenti io non parlo.
Fatto sta che uno dei treni che credevo perso, l'Eurostar, ribattezzato l'Iperstar, è invece in partenza con le porte spalancate. Aspetto il biglietto e poi parto.
Però per tutto ieri, tra una siringa di antibiotico, una visita dalla pediatra, un giro di telefonate tra i pochi che sarebbero stati contenti PER me e CON me, il pensiero è sempre stato lo stesso: ma quanto gli roderà a Tizio, Caio e Sempronio?
Bene, questo mi dispiace, perchè io non ero così. Non avevo tanti nemici, e i pochi erano di vecchissima data oppure legati all'associazione. IO venivo considerata nemica da LORO, ma per me si poteva benissimo convivere. Ora le cose sono cambiate. Come un Giulio Cesare che l'ha scampata non dimentico. E di fronte alla mia fortuna godo della loro -ipotetica- disfatta.
Non è bello essere così.
Ma proprio per niente.

venerdì 29 maggio 2009

Ans(i)a

Come previsto per qualche giorno "In nome del male" imperverserà. Oggi sulla versione cartacea del suddetto quotidiano c'è una piccola intervista fatta da Stefano Priarione (a cui prima o poi dovrò almeno una cena). Pare che la presentazione sia andata bene e che la prima puntata sia stata apprezzata da pubblico e giornalisti (la rassegna stampa mi dicono essere bella pasciuta). Io non c'ero per ragioni personali (ero con mia figlia e tanto basti). Per il resto staremo a vedere.

Da confermare la mia presenza in diretta lunedì 1 giugno a Tg24 per una maratona sul satanismo a cui parteciperà anche Alex Infascelli. Se non ci saranno tragedie cercherò di partecipare (per ora gli orari mi son rimasti nebulosi), anche perchè Paola Saluzzi mi è sempre piaciuta. Al prossimo aggiornamento.

P.S.
Spero di poter dare a breve una buona notizia ma mai come ora sono scaramantica. Però chi mi vuole bene incroci le dita, tocchi ferro o metta in atto ogni tipo di rito apotropaico.

martedì 26 maggio 2009

Per un po' non si parlerà di altro...

... ovviamente per quanto attiene la mia persona. O la mia professione. O entrambe. Comunque QUI trovate la bella intervista di Antonio Cuomo.

lunedì 25 maggio 2009

Beh, scusatemi...

... ma potrò vantarmi di QUESTO?

P.S.
Solo per chi parla il macedone.

Massì, facciamoci del male così, senza pudor.

Ecco il link per vedere lo speciale di "Nel nome del male". Fatto benissimo, questo.

domenica 24 maggio 2009

Reggio Emilia-Cremona via lungopo

I navigatori satellitari hanno un'anima? Forse no. Il mio ha quanto meno delle ambizioni. Voleva fare l'esploratore equatoriale, l'Indiana Jones de noantri, forse il Diogene via satellite. Fatto sta che quella che doveva essere una trasferta lievemente faticosa si è trasformata in un inferno.

L'andata a Reggio Emilia mi è costata solo una levataccia, considerato che la notte prima di una partenza fatico sempre a dormire. Animo in pace e maledetto palmare alla mano bene o male ho raggiunto la fiera. Me la sono ricordata subito, appena arrivata (quanti anni sono passati dal premio precedente? Cinque?), e il bello è che DOPO mia madre mi ha ricordato che c'erano anche lei e mio padre. Giornata da Ferragosto, temperatura interna al capannone non rilevabile. Mi mette sempre a disagio andare a qualche evento sola soletta, senza nemmeno un amico o un collega a cui attaccare una pezza in loco. Quindi, dopo essermi schermita mille volte ("Ma no, ma dai, ma cosa vieni a fare, ma anche se è solo un'ora di macchina poi ti tocca rimanere, e la premiazione non so a che ora è...") vedo arrivare il mio salvatore. Non potevo non vederlo, considerato che indossa una maglietta di un colore che è stato bandito recentemente dall'ONU: come se un turchese smunto fosse stato stuprato da un verde-cacchina-d'uccello in stile tavolo di formica anni '60 o 500 vecchio modello (ma hanno ripescato anche quel colore?). Di fatto prima arriva il ciuffo, poi la maglietta e di seguito Giovanni Boninsegni alias Batiza, che finito il booktrailer ha restituito alla natura tutti i muscoli che si era sudato (e, secondo me, ha perso pure una spanna in altezza).
Baci, abbracci, cazzeggio libero. Io lo so che Giovanni è una manna dal cielo (come uomo, intendo), ma a me se non parte l'ormone la prima volta poi non parte più, e siamo come fratello e sorella, solo più scemi. Quindi non riporterò nient'altro della nostra giornata, compresi gli imboscamenti, i panini con la mortadella, i debutti teatrali, le mille pipì ecc. Rivedo alcune persone dell'ANAFI, e mi rendo conto che la mia memoria visiva ancora se la cava, pur rimanendo una chiavica in fatto di nomi. Luigi Marcianò lo riconosco, e mi riconosce anche lui (il che mi dà speranza). Al pranzo (dove tutti scambiano Boninsegni per il mio concubino, e io lascio fare, che a una certa età tutto ciò che rimane per ravvivare l'ego è il pettegolezzo) conosco Ivo Milazzo (sì, ok, l'ho conosciuto solo ieri, però siamo d'accordo di vantare una decennale amicizia nella quale siamo stati in campeggio insieme e pure a pescare. Eh, quelle estati in roulotte, eh, Ivo? Io, te e Castelli... ah, i bei tempi andati!) e sanciamo la nostra pluriennale amicizia con una foto (spontanea daddio).
Al pranzo conosco anche Corona. Che poi è Matteo Cremona, ma non so perchè ho avuto questo lapsus freudiano per tutto il santo giorno. Sarà stato il codino? Mah.
Con Corona abbiamo parlato solo di massimi sistemi e argomenti di altissimo livello, che qui non riporto perchè poco comprensibili ai più e non sia mai che qualcuno si possa sentire disagiato dalla nostra levatura. Alla premiazione tocca prima a me.
Il premio è bello (son tutti belli, i premi dell'ANAFI), io me lo becco prima di Corona, e mi cimento in una delle mie performances.
(credetemi, la foto, scattata dal Boninsegni, è la meno impietosa)
Ci ho tenuto a fotografare l'espressione di ebete contentezza del Corona alla consegna del suo, perchè (scherzi a parte) era davvero tutto emozionato che faceva tenerezza.
Il suo discorso è stato preciso, illuminante, fendente come una spada. Ho visto persone prendere parossisticamente appunti, ma il buon Fabrizio (Matteo, scusa) si è concesso poco.

A fine cerimonia c'è stato giusto il tempo di una foto-ricordo (pariamo i 4 dell'Ave Maria, ma anche del Padre Nostro, se vogliamo) e poi lui e la sua bella (bel faccino, deliziose manine, piedini fatati) si sono involati verso Milano. A me non è rimasto che denunarmi nel parcheggio davanti a uno scompisciato Boninsegni (capite il mio sex appeal?), mettermi comoda per il viaggio e partire. Cartina alla mano avevo deciso per la strada più logica, ma il mio navigatore continuava a supplicarmi di uscire da quel percorso ottuso, sbagliato, mortificante. Insomma, alla fine gli ho dato retta e mi sono fatta Reggio Emilia-Cremona via Correggio, lungopo, paesinichesaiddiochilihamessisullastrada, campagna, campagna, campagna. Ciò che è giunto di me a Cremona non era qualificabile all'interno della cerchia dei mammiferi. Doccia, tagliatelle, nanna. Oggi c'era la conferenza mia, di Stano e di Medda, causa defezione di Roberto, che c'aveva le sue (ciao, RRobe, niente di nuovo sul vertice supersegreto, tu metti pezze, manda scritti e poi organizziamo). La fiera era molto carina, concentrata in un unico spazio ma fruibile, molta gente, facce note, il buon Mic Gin che si sforzava di essere ubiquo, ma in pochi ce la fanno. Angelo ha dato del suo meglio, con il classico aplomb, Michele ha dispensato pessimismo, ma con moderazione, io sono stata schizofrenica come al solito e a un certo punto gli ho pure rubato il microfono (Michele, perdonami, non sapevo quel che facevo). A un certo punto mi è pure scappato un "RECCHIONI, DOVE SEI?!" quando si è toccato l'argomento "rapporto con internet e contatti con il fandom". Però poteva andare peggio (davvero, Paola? Dopo aver detto TUTTO quello che non dovevi dire ed aver pure raccontato a Medda tutte le tue storie presenti, passate e future? Lo sai che in questo momento è intento a infilzare una bambolina grassa e brizzolata -ma tinta-?).

Foto di gruppo dispensandoci amore posticcio (non è vero, ci vogliamo bbene, financo tu, Angelo, come dice colui che -e forse non lo sa- consideri davvero divertentissimo), poi la partenza, il recupero della figlia, il ritorno a casa.

Questo resoconto non dice molto, lo so. Ma il fatto è che pubblicarlo sul blog privato non aveva molto senso e mi piaceva ricordarlo in pubblico. E poi basta, volevo scriverlo e l'ho fatto.
Il re è morto, viva il re.
(No, non c'entra nulla, ma mi piaceva scrivere pure questo.)
(E no, non ho fumato niente.)

P.S.
Per chi se lo chiedesse: sì, la mia macchina fotografica costosissima è caduta a terra e si è rotto qualcosina. E no, ancora non la faccio riparare perchè a separarmene mi par di morire!

giovedì 21 maggio 2009

Comunicazioni di servizio

Dato si è che son come al solito acciaccata e la mia famiglia è acciaccata e la mia vita in buona sostanza è acciaccata, faccio meglio a scrivere qui tutti gli avvisi possibili/immaginabili sul dove incontrarmi (se a qualcuno importa) o quando vedere roba a cui ho partecipato (perchè non riesco a dirlo meglio, cribbio?!):

- sabato 23 maggio sarò alla Fiera di Reggio Emilia per ritirare il Premio ANAFI come miglior soggettista/sceneggiatrice -lo ammetto, mi sono persa quale dei due sia- ricevuto per "Sighma" (in zona dalle 11 del mattino sino alle 16 circa);
- domenica 24 maggio alle 11 mi troverete a Cremona, nella Sala Incontri della manifestazione "Nuvole(tte)" organizzata dal CFAPAZ insieme ad Angelo Stano, Roberto Recchioni e Michele Medda (se ce la fa. Ce la fai?) per l'incontro "Il fumetto bonelliano tra innovazione e conservazione". Graviterò in zona fino alle 16 (coprifuoco massimo, devo tornare a raccattare la pupa dai nonni);
- SE si terrà venerdì 29 maggio e non giovedì 28, parteciperò alla presentazione della fiction "In nome del male", che si terrà presumibilmente a Roma (ma non ci giurerei, di questo so pochissimo). Eventuali aggiornamenti e puntualizzazioni a venire;
- il 2 e il 3 giugno Sky Cinema 1 trasmetterà la fiction "In nome del male", partita da un mio soggetto, poi evoluta in altre direzioni. Sceneggiatura di Salvatore De Mola, Alex Infascelli e della sottoscritta;
- sabato 13 giugno (è un po' prestino, ma io mica mi fido della mia memoria) alle 17.30 sarò a Bologna, sala Lumiére 1, via Azzo Giardino 65, per un incontro con Jade Marx all'interno del Biografilm Festival dedicato a Groucho Marx.

Non mi viene in mente altro, per ora.
Il che non mi convince affatto.